ElettroHeartLand

ElettroHeartLand. Il focus è il territorio antropizzato padano e la necessità dell’essere umano di erigere monumenti verticali per attestare il proprio dominio sulla terra, sulla natura e nei confronti di altri uomini. È questo un fatto già in uso nell’Età del Rame, con i primordi dell’agricoltura, in cui massi incisi (antropomorfi e/o istoriati) venivano eretti in modo tale che tutti potessero vederli, attestando così il dominio sulla terra ed un ancestrale segno di fertilità. Il progetto fonda le basi nell’opera dei coniugi Becher, cercando di attualizzarla sia a livello stilistico che temporale, esplorando un territorio che negli ultimi cinquantanni ha visto enormi cambiamenti, un territorio che crea, rielabora e abbandona i manufatti, monumenti verticali che rompono l’orizzonte padano.

Il progetto è composto da circa 500 fotografie suddiviso in 10 capitoli base, in cui vengono raccolti, suddividendo per tipologie funzionali, i vari manufatti: torri piezometriche, tralicci elettrici, silos, gru, luminarie, stazioni radiobase, fabbriche, chiese, cartelli pubblicitari ecc.. A questi sono associati capitoli di approfondimento sai a livello locale che tematico, ad esempio i grattacieli di Brescia2 (Cristalized), l’ambiente lagunare del Lido di Venezia (S.Zissou) o l’industrializzazione del torinese (Dio è nelle fabbriche).

Questo permette di confrontare territori cercando analogie e divergenze. L’approccio è quello cronotipologico classico dell’archeologia, la composizione è semplice e standardizzata in modo da far risaltare i soggetti e creare un forte impatto visivo.


ElettroHeartLand. The focus is on the humanized padan territory and the human beings’ necessity of raising vertical monuments to manifest their own supremacy on the land, on the nature and between other human beings. Actually something already frequent during the Copper Age, the very early beginnings of agriculture, when big engraved stones (both anthropomorphic and storied) were erected with the specific purpose to have them noticed, in order to manifest their own supremacy and an ancestral sign of fertility. The project is based on Bechers work, trying to update it in a stylistic and temporal sense, by exploring a territory that in the last fifty years had been changing extremely, a territory that creates, re-elaborates and finally left its handmade products, vertical monuments that invade the padan horizon.

The project consists of about 500 photographs and is divided in 10 basis chapters, in which they are collected, dividing them for their functionality, the various vertical monuments: surge tank, electrical trellis, silos, cranes, illuminations, cell site, factories, churches, billboards, and so on. In addition there are chapters with detailed studies about local subject matters, such as the skyscrapers in Brescia2 (Crtistalized), the lagoon of the Venice Lido (S. Zissou) or the industrialization of Turin (Dio è nelle fabbriche). As a result we can compare territories, looking for analogies and disagreements. The approach is the classical cronotipologic archeological one. The final work is clear and standardized to let the subjects stand out and to create a strong visual impact.

1 concrete wood


2 effetto joule


3 demon box


4 transmission


5 nothing to see here


6 holy wood


7 reclam


8 fabrique


9 silos


10 chichibio


11 s.zizou


12 Cristalized


14 dio è nelle fabbriche