Stairways

La scala è da sempre utilizzata come simbolo in varie culture e religioni. Dai culti mitraici, al Buddismo, dalla tradizione islamica alle raffigurazioni cattoliche. Nelle diverse religioni, la scala è il tramite fra il divino e il terreno, strumento di ascensione, trascendendo la condizione umana per penetrare livelli superiori. In ambito laico, traslando il significato, la scala è intesa come simbolo di conoscenza, di passaggio ad un livello di sapienza superiore; appoggiata sul petto, la scala personifica la filosofia. L’ascesa corrisponde ad una propensione archetipica della psiche umana che insegue l’avvicinamento alla sfera cosmica associata al cielo.

Al di là del significato filosofico e culturale, in questo percorso l’interesse è puramente estetico.

Questo elemento architettonico massiccio e al contempo fluttuante, vuoto dopo pieno, spigolo dopo spigolo, ha attirato inconsciamente l’occhio e la macchina. Il suo fascino rigoroso e razionale ha guidato la composizione di questa mostra, facendola protagonista di ogni scatto.

Le fotografie sono organizzate in due gruppi distinti: scale inanimate e animate. Nel primo gruppo la scala è unica protagonista e strumento compositivo. Nella sezione delle scale animate invece l’elemento architettonico è utilizzato come sfondo del ritratto, ma in realtà è la scala il vero punto focale in cui la figura umana è inserita come coprotagonista.

di color d’oro in che raggio traluce
vid’io uno scaleo eretto in suso
tanto, che nol seguiva la mia luce.

Dante Alighieri, Divina Commedia,

Paradiso, canto XXI, vv. 28-30